Torino 2.0 Blog
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Bella e ad effetto la rappresentazione dei cento anni di storia dell'industria ferroviaria che si puo vedere al fondo di Corso Stati Uniti davanti alle OGR.
Torino così dimostra di avere una imperitura cultura del lavoro, della tecnologia e del futuro mettendo a fianco il nero profondo del 1910 e la livrea scintillante del Frecciarossa.
Benvenuto presidente Napolitano.
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Oggi è la giornata dell'alzata di scudi del mondo della cultura contro la falce impietosa del governo che negli ultimi due anni ha drasticamente ridotto i trasferimenti di denaro pubblico verso questo prestigioso comparto.
Come non condividere il senso di rammarico nel constatare istituzioni artistiche e culturali di primissimo livello, come il Teatro Stabile di Torino, Il San Carlo di Napoli o il Teatro dell'Opera di Roma, in affanno nel garantire gli onorari degli artisti, dei sarti, degli elettricisti e di tutto l'apparato organizzativo che gravita intorno al mondo dello spettacolo.
E' altresì necessario considerare che in una scala di priorità la cultura e lo spettacolo vengono dopo la quotidiana minestra che un padre di famiglia deve preoccuparsi di garantire ai propri figli. Ed è di questo che oggi molti padri si devono occupare nella situazione in cui versa l'economia del nostro Paese, con conseguente impegno del governo innanzitutto in questa direzione.
Una idea sarebbe chiedere a tutti gli appassionati che oggi manifestano il loro sdegno nei confronti di questa situazione, che aprano i cordoni delle loro borse, disponibili ad assumersi l'onere di pagare biglietti più cari agli spettacoli e perché no, l'onore di finanziare con donazioni personali (il FAI, Fondo per l'ambiente Italiano è un esempio) la cultura a loro tanto cara ed indispensabile.
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A Torino se non si fa qualcosa di notte ci si sente fuori moda. Ed ecco che le votazioni per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra si terranno in locali notturni.
I candidati-sindaco del Pd si contenderanno la pole position alle elezioni amministrative tra un daiquiri, un ballo caraibico, e birra a fiumi.Magari, sopratutto per gli elettori democratici, sarebbe preferibile che la scelta fosse fatta, se proprio non ci si mette d'accordo e bisogna fare queste primarie, in orario mattutino e non inebetiti da una notte di nightclubbing.
Ci chiediamo se queste persone si rendano conto che la politica deve tornare ad essere una cosa seria, un momento di riflessione per risolvere le gravi difficoltà che opprimono Torino e il Piemonte e non l'evento mediatico da riportare ad ogni costo su Youtube per far vedere che la politica dei democratici sa stare al passo con i tempi.
Ma è mai possibile che non si riesca proprio a tornare a fare le cose in modo normale ?
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A Torino ed in Piemonte la tematica ambientale è uno dei pochi interessi (economici) su cui le amministrazioni pubbliche ed il carrozzone dei beneficiari si trovano sempre d’accordo.
Il Bollino Blu che certifica l’emissione dei fumi delle autovetture è infatti necessario produrlo ogni sei mesi per le auto con più di dieci anni di vita.
Tutti sanno anche che i modi per passare la prova sono due :
1) Si prende una vettura col motore in ordine, si fa UNA prova fumi, si stampa il risultato. E fin qui sono capaci tutti.
2) Si prende una vettura scassata, si attende che in officina ne arrivi una a posto con lo stesso motore, si fanno DUE prove fumi sulla vettura a norma, si stampano i risultati.
Gli assessori verdi sono contenti, il meccanico anche e sopratutto il proprietario del catorcio! Gli unici fessi sono i proprietari delle vetture a norma che assistono da spettatori paganti a questa pagliacciata.
Siamo seri, chi ha un'auto con più di dieci anni non la cambia di certo perché non è a norma con il Bollino Blu. Non la cambia perché non ha i soldi per farlo.
Se proprio dovete metterci le mani in tasca, cari soloni dell'amministrazione pubblica locale, disturbateci una volta l'anno con un Bollino annuale forfettario per tutti, altrimenti già solo il tempo necessario ad andare in officina (che per chi lavora il tempo è un valore reale) ci costa più delle arrabbiature e del bollino stesso.
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Questo triste e un pò romantico appellativo finora è stato proprio dell'abitato di Civita, paese di San Bonaventura da Bagnoregio, una perla in lacrime appoggiata sui calanchi di tufo del viterbese che da mille anni si sgretolano inesorabilmente mettendo a rischio l'esistenza stessa del piccolo centro laziale.
A Torino in Piazza Carlo Felice i segni della premorte sono visibili tra le colonne dei portici ove per cento anni è stata incastonata una edicola per la vendita di libri, sradicata causa fine attività. Un pezzo di storia che se ne va.
L'impotenza degli operatori commerciali che ogg
i paiono solo capaci di vendere ai cinesi le loro attività, è disarmante. E' possibile che più nessuno abbia il coraggio di difendere la propria tradizione e si abbandona ad una resa incondizionata che può solo uccidere Torino e la sua storia ? Nascono solo megastore e negozi monomarca perchè li costruiscono finanzieri moderni per farci lavorare part-time laureati disoccupati.
Per coltivare sogni di rinascita non basta ricordare l'inno di Mameli ma è necessario rimboccarsi le maniche e tornare a lavorare come un tempo fecero i nostri nonni.
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